di Stefano Arcobelli

I 90 anni della Speedo sono un modo per riavvolgere il nastro e ripensare al nuoto. Basti solo agli sconquassi provocati dal fole biennio 2008-2009 nel quale gli oltre cento record mondiali ancora oggi sono di stretta attualità. Quei costumi prontamente sostituiti dal neoprene e poliuretano trasformati in gomme galleggianti, hanno esaltato e distrutto carriere allo stesso tempo: poi anche a livello commerciale hanno segnato il decennio scorso. L’Italia è stata all’avanguardia, in questo senso. Senza lo stop alla Fina dal 2010 non sappiamo dove la tecnologia avrebbe portato il nuoto: ma certo dopo aver provocato il big-bang, poi la Speedo non è stata più la stessa.


Tutto è nato nel 1928, con la spiaggia australiana di Bondi Beach sullo sfondo dove si vedevano i primi costumi del brand di Nottingham, dove c’è tutto lo stato maggiore dell’azienda e da dove nacque l’invenzione del costume rivoluzionario a pelle di squalo.

(…)

Alcune collezioni utilizzano invece il filato ECONYL® che deriva dalle materie plastiche recuperate nei mari, tra cui le reti da pesca dismesse, inquinanti e pericolose per la fauna marina.

 

Read more