20160530

CORRIERE DELLA SERA – Sorpresa: ricicliamo oltre il 40% dei rifiuti. L’Italia sta diventando virtuosa?

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Pneumatici che diventano suole di scarpe, fondi dei caffè che diventano funghi, reti da pesca che diventano jeans. Ecco come l’economia circolare si sta diffondendo in Italia: dai rifiuti la nascita di nuove risorse

Nel 2008 Mark Bowles, 48enne di San Diego con la faccia da ragazzino, ebbe un’idea chiacchierando con un amico: perché non pagare i consumatori che decidevano di cedere il proprio cellulare in disuso affinché venisse ricondizionato, riciclato e rivenduto? All’epoca solo il 3% dei dispositivi nel mondo veniva riciclato. Eppure i telefonini, com’è noto, contengono materiali tossici tra cui arsenico, litio, cadmio, mercurio e zinco. A Mark venne così l’idea di creare alcuni chioschi di riciclo in giro per gli Stati Uniti.

(…)

Aquafil, azienda di Trento leader nella produzione di fibre sintetiche, recupera reti da pesca a fine vita e produce il nylon con cui viene realizzata una linea di jeans Levi’s. Pur essendo infatti il cotone la principale materia per la realizzazione del denim, in futuro non ci sarà sufficiente terra disponibile per soddisfare la crescente domanda. E le aziende stanno pian piano cercando alternative: da qui la partnership Aquafil Levi’s per l’uso di fibre diverse come il nylon. «Con un triplice vantaggio — spiega Lamonica, tra gli autori del libro Circular economy — si riducono gli scarti in mare dove molte reti vengono abbandonate a fine vita, si risparmia sul costo di smaltimento in discarica e si utilizzano tessuti meno inquinanti».

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